Cornigliano, stop alla protesta all’aeroporto di Genova dopo la nota del Ministero del Lavoro
La mobilitazione era iniziata dopo la richiesta di estendere il ricorso alla cassa integrazione straordinaria nel gruppo.
di Gabriele Bassetti 20 ottobre 2026 2 min di lettura
La protesta dei lavoratori dell'ex Ilva a Cornigliano ha portato a un'interruzione delle attività all'aeroporto di Genova, spingendo il Ministero del Lavoro, guidato da Marina Calderone, a intervenire. Dopo una giornata di mobilitazione, il Ministero ha deciso di congelare la nuova procedura di cassa integrazione straordinaria, che avrebbe aumentato il numero di lavoratori coinvolti da 280 a 870. La decisione di rinviare il confronto a Palazzo Chigi, fissato per il 27 ottobre, è stata accolta positivamente dai sindacati, che continuano a mantenere lo stato di agitazione. Nonostante il primo risultato ottenuto, la crisi dell'ex Ilva rimane una questione aperta e complessa.
La crisi dell’ex Ilva si sposta a Genova e coinvolge direttamente il Ministro del Lavoro Marina Calderone. Dopo una giornata di presidio e la sospensione dell’attività dell’aeroporto Cristoforo Colombo, arriva lo stop alla nuova procedura di cassa integrazione straordinaria annunciata dai commissari di Acciaierie d’Italia per lo stabilimento di Cornigliano. La decisione del Ministero è di congelare ogni modifica in attesa del confronto già fissato a Palazzo Chigi per il 27 ottobre, mantenendo per ora le condizioni previste dal decreto del 5 giugno.
La nota ministeriale, firmata dal capo di gabinetto del Ministero del Lavoro, ha rinviato il confronto a dopo il 27 ottobre, dando indicazione ai commissari di sospendere ogni modifica alla cassa integrazione programmata per Cornigliano, che avrebbe aumentato i lavoratori coinvolti da 280 a 870 su circa 915 addetti complessivi. La procedura, annunciata il 14 ottobre, prevedeva cassa integrazione straordinaria per l’intero gruppo e aveva suscitato la reazione dei sindacati, che la ritenevano un passo verso lo stop delle attività produttive.
La mobilitazione era iniziata già il 12 ottobre con lo sciopero e le tende davanti alla Prefettura, dopo l’accordo firmato a Roma che prevedeva il rinvio della partenza del forno elettrico di Cornigliano e il prolungamento della cassa integrazione fino al 31 dicembre. Il presidio all’aeroporto, iniziato alle 16, ha portato alla chiusura dello scalo per diverse ore, con voli dirottati e cancellati, fino allo scioglimento dei manifestanti dopo la comunicazione ministeriale.
Calderone ha seguito la vicenda con contatti costanti con organizzazioni sindacali e commissari, confermando la linea del confronto istituzionale a Palazzo Chigi. La nota ha accolto le richieste dei sindacati di sospendere la nuova procedura, rinviando il confronto sulle misure dopo il 27 ottobre. I sindacati valutano positivamente la decisione, pur mantenendo lo stato di agitazione.
La vicenda evidenzia la rilevanza dell’esperienza professionale di Calderone nel settore del lavoro e degli ammortizzatori sociali. La nuova procedura di cassa integrazione è stata congelata, mentre resta fissato per il 27 ottobre il confronto a Palazzo Chigi. La mobilitazione dei lavoratori ha ottenuto un primo risultato concreto, ma la crisi dell’ex Ilva resta aperta.
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