Congresso Lega, Garavaglia sfida Salvini: "Non siamo estrema destra"
Massimo Garavaglia sfida Salvini al congresso della Lega, affermando: "Non siamo un partito di estrema destra". Scopri di più sulla sua candidatura.
di Redazione Seconda Lettura 15 ottobre 2026 6 min di lettura
Massimo Garavaglia si candida per la segreteria federale della Lega al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre 2026 a Milano. Lo ha annunciato a La Stampa il 15 ottobre 2026, sfidando Matteo Salvini, che si ricandida, diventando il primo leghista a lanciare la sfida al segretario. In Parlamento dal 2006, lombardo, nato a Cuggiono, è stato sottosegretario all'Economia nel governo gialloverde e ministro del Turismo nel governo Draghi, è stato assessore al Bilancio in Lombardia nella giunta di Roberto Maroni e sindaco di Marcallo con Casone (Milano). È considerato vicino a Giancarlo Giorgetti e Attilio Fontana.
È un federalista, dice: "non siamo un partito di estrema destra". Dice che i dissidenti "non sono più quelli che erano, è cambiato il mondo, è cambiata la Lega" e che "non hanno più senso". Chiederà il voto segreto (l'anno scorso fu palese). L'ipotesi che si candidasse circolava da giorni e Garavaglia non l'ha mai smentita. È considerato vicino a Giancarlo Giorgetti, anche se il ministro dell'Economia non ha ancora preso una posizione pubblica. Garavaglia ha detto di essere "della Lega" e di candidarsi "perché credo che la Lega debba continuare a esistere". Ha aggiunto che "ci disegnano come di estrema destra, ma non è così. La Lega è la Lega".
La candidatura di Garavaglia potrebbe essere una mossa per mettere in difficoltà Salvini. Lo ha scritto anche Giuliano Ferrara sul Foglio, parlando di un "trappolone" per il segretario. Se Garavaglia resterà l'unico sfidante, Salvini dovrà scegliere se accettare un congresso con un solo competitor o cercare un accordo. Se invece emergeranno altri nomi, la candidatura di Garavaglia potrebbe diventare una delle tante pedine di una partita più ampia.
Nei giorni scorsi si è parlato anche di un documento politico che Attilio Fontana e Massimiliano Romeo starebbero preparando per il congresso. Potrebbe essere una piattaforma autonoma, senza candidati alternativi a Salvini, per rilanciare l'assetto organizzativo del movimento.
Garavaglia ha bisogno di 80 firme da 4 Regioni diverse per presentare la candidatura. Ma la sua mossa, insieme all'ipotesi di un documento autonomo, potrebbe essere il primo segnale concreto di una resistenza organizzata al congresso. Se Salvini ne sarà infastidito, dipenderà da come evolverà la situazione. Potrebbero esserci altri nomi o potrebbe restare l'unico competitor. In entrambi i casi, la candidatura di Garavaglia è la prima vera sfida alla leadership di Salvini al congresso di ottobre. Se Garavaglia resterà l'unico competitor, Salvini dovrà decidere se giocare la partita con le carte che ha in mano o cercare un accordo. Se invece emergeranno altri nomi, la candidatura di Garavaglia potrebbe essere solo l'inizio di una partita molto più ampia.
Chi è Massimo Garavaglia
Garavaglia è in Parlamento dal 2006. Lombardo, nato a Cuggiono, è stato sottosegretario all'Economia nel governo gialloverde e ministro del Turismo nel governo Draghi. In precedenza era stato assessore al Bilancio in Lombardia nella giunta di Roberto Maroni e prima ancora sindaco di Marcallo con Casone (Milano). È considerato vicino a Giancarlo Giorgetti e anche ad Attilio Fontana, due dei nomi che vengono spesso associati ai ragionamenti su un'alternativa a Salvini.
La candidatura di Garavaglia
Garavaglia ha detto di essere "della Lega" e di candidarsi "perché credo che la Lega debba continuare a esistere", aggiungendo che "ci disegnano come di estrema destra, ma non è così. La Lega è la Lega". Ha detto anche di voler chiedere il voto segreto, dopo che l'anno scorso il congresso fu a voto palese. L'ipotesi che si candidasse circolava da giorni e Garavaglia non l'ha mai smentita.
La candidatura di Garavaglia potrebbe essere una mossa per mettere in difficoltà Salvini. Lo ha scritto anche Giuliano Ferrara sul Foglio, parlando di un "trappolone" per il segretario. Se Garavaglia resterà l'unico sfidante, Salvini dovrà scegliere se accettare un congresso con un solo competitor o cercare un accordo. Se invece emergeranno altri nomi, la candidatura di Garavaglia potrebbe diventare una delle tante pedine di una partita più ampia.
Nei giorni scorsi si è parlato anche di un documento politico che Attilio Fontana e Massimiliano Romeo starebbero preparando per il congresso. Potrebbe essere una piattaforma autonoma, senza candidati alternativi a Salvini, per rilanciare l'assetto organizzativo del movimento.
Garavaglia ha bisogno di 80 firme da 4 Regioni diverse per presentare la candidatura. Ma la sua mossa, insieme all'ipotesi di un documento autonomo, potrebbe essere il primo segnale concreto di una resistenza organizzata al congresso. Se Salvini ne sarà infastidito, dipenderà da come evolverà la situazione. Potrebbero esserci altri nomi o potrebbe restare l'unico competitor. In entrambi i casi, la candidatura di Garavaglia è la prima vera sfida alla leadership di Salvini al congresso di ottobre. Se Garavaglia resterà l'unico competitor, Salvini dovrà decidere se giocare la partita con le carte che ha in mano o cercare un accordo. Se invece emergeranno altri nomi, la candidatura di Garavaglia potrebbe essere solo l'inizio di una partita molto più ampia.
Matteo Salvini ha il sospetto che dietro la candidatura di Garavaglia ci sia Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Economia e suo vecchio amico. Lo ha scritto La Repubblica, raccontando che il sospetto nasce dal fatto che Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, ha lavorato a stretto contatto con Giorgetti per anni e ne è considerato un fedelissimo. Per questo Salvini avrebbe reagito con fastidio alla notizia della sua possibile candidatura. Secondo il Corriere della Sera, Garavaglia potrebbe essere il candidato di una corrente interna alla Lega che fa capo a Giorgetti e che comprende anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana e altri amministratori locali del Nord.
Ma per presentarsi al congresso straordinario di ottobre servono le firme di almeno 80 delegati provenienti da quattro regioni diverse. E qui nasce il secondo sospetto di Salvini: che Giorgetti, forte della sua influenza nel partito, possa lavorare per raccogliere le firme necessarie a Garavaglia. Anche per questo, scrive Repubblica, Salvini avrebbe deciso di mettere sotto controllo la macchina congressuale. La gestione del congresso doveva essere affidata a una struttura autonoma, ma il segretario avrebbe progressivamente estromesso Giorgetti dalla partita, decidendo di tenere tutto sotto il suo diretto controllo.
Per ora non ci sono prove pubbliche che colleghino direttamente Giorgetti alla candidatura di Garavaglia. Ma nella Lega il sospetto c'è, e sta contribuendo ad alimentare la tensione interna in vista del congresso di ottobre.
Secondo Il Fatto Quotidiano, Massimo Garavaglia non è solo nella sua corsa per la segreteria della Lega: accanto a lui ci sarebbero almeno tre presidenti di Regione vicini a Giorgia Meloni. Il primo sarebbe Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, che da tempo viene indicato come possibile successore di Matteo Salvini alla guida del partito. Il secondo sarebbe Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, mentre il terzo sarebbe Luca Zaia, ex governatore del Veneto e figura storica della Lega. Secondo il quotidiano, i tre governatori potrebbero sostenere Garavaglia nella sua sfida a Salvini, contribuendo a trasformare il congresso di ottobre in un vero confronto sulla leadership del partito.
Fonti
- policymakermag.it: Chi è Massimo Garavaglia, lo sfidante di Salvini al congresso della Lega
- ilgiorno.it: Lega, il senatore Massimo Garavaglia si candida segretario. La folgorazione per Bossi, la stima di Maroni e Giorgetti, l’amicizia con Fontana: chi è lo sfidante di Salvini
- ilfoglio.it: Garavaglia sfida Salvini al congresso della Lega (la mano di Attilio Fontana e Giorgetti). La richiesta del voto segreto
- quotidiano.net: Lega, spunta uno sfidante. Garavaglia contro Salvini: "I militanti decideranno"
Temi Politica